il Rispecchiamento
La tematica dello specchio, del doppio,
doppio di sè o doppio come altro da sè, ha tentato e coinvolto buona parte dei filosofi e degli artisti,
a partire dall'analisi di alcuni dei miti fondativi della nostra cultura: Narciso,
fiaba che ha affascinato pittori e psicanalisti, esteti e filosofi, è la raffigurazione più eclatante
della tematica dello specchio come doppio..
Tuttavia, quella di Narciso è la versione autoreferente del tema del doppio, autoconclusasi tragicamente.
Katia Villa in questi lavori, sembra declinare il tema del doppio e del rispecchiamento in tutt'altre direzioni.
gli Sguardi
Katia Villa
in questi lavori, sembra declinare il tema del doppio e del rispecchiamento in tutt'altre direzioni. Intanto,
i protagonisti dei suoi dipinti esercitano un'attrazione magnetica sullo spettatore. Tutti. Viene da chiedersi perché.
Questi lavori presentano molti motivi di fascino: dall'esuberanza coloristica alla precisione della rappresentazione,
dalla sapienza tecnica all'innovazione nell'uso dei materiali. .
E attorno agli sguardi si organizza il dipinto: la scelta del materiale, il legno, elemento vivo dotato di una propria individualità,
sul quale l’artista stende vari strati di garza, a significare come siano la vita e l’esperienza a formare l’individuo.
i Personaggi
Gli stessi personaggi si offrono poi spogliati. Spogliati degli orpelli dell'esistenza: l'esperienza diventa così un residuo?
L'individualità, costruita con la cultura, è elemento inessenziale?
Oppure, si è davanti all'indicazione di un possibile percorso, che restituisca a ognuno la propria autenticità,
dopo aver appunto eliminato tutto quanto non appartiene alla nuda vita?
Come tutti i percorsi artistici, l'autrice non fornisce risposte univoche. Suggerisce.
Il doppio, nudo, è il colloquio con se stesso, è l'interiorità ritrovata.
O ci dice piuttosto l'impossibilità della storia di variare le costanti universali della natura umana?
Katia Villa,
pittrice prima di tutto, traduce una tematica così complessa in rappresentazione: prima, il corpo velato era lentamente vestito dalle garze, dal legno, elementi naturali ma esterni. Poi, sul corpo nudo, la pennellata si fa più nervosa, perché lo sguardo affascinante e misterioso dei protagonisti promana dalla guizzante energia dei corpi vivi, naturali, misteriosi.
Questa relazione, antitetica ma complementare porta a compimento la rappresentazione completa dell'essere umano. Come diceva Platone...







